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La torre Massimiliana a Sant'Erasmo | Stampa |

Una fortificazione del tutto anomala, la strana e coinvolgente storia di Massimiliano I Imperatore del Messico.
Il recupero del manufatto e la conversione in spazio espositivo.
Sant’Erasmo e la vocazione agricola, l’orto di Venezia.

  

Fino alla caduta della Repubblica di Venezia, il sistema difensivo lagunare era costituito da un numero piuttosto esiguo di fortificazioni poste a controllo delle bocche portuali, ricordiamo la località “Due Castelli” tra S.Nicolò di Lido e l’Isola di S.Andrea, fortificate dall’architetto Sanmichieli, mentre praticamente nessuna difesa era posta verso la gronda lagunare, ad eccezione del castello di Mestre, essendo Venezia difesa nell’entroterra dalle città che dal XIV secolo a lei avevano fatto atto di dedizione.
Dopo la caduta della Repubblica nel 1797, iniziò la militarizzazione della Laguna a cura delle amministrazioni francesi e austroungariche, e l’istituzione in essa della Piazzaforte Marittima a Forti Staccati con comandi militari e caserme dislocati in ogni convento soppresso della città e in quasi tutte le isole della Laguna.
Nel 1945 si contavano poco meno di un centinaio di punti fortificati e presidiati.
In questa fase “moderna”, successiva al 1797, con il potenziamento costante e progressivo di tutto il sistema difensivo e con il rafforzamento in particolare delle difese militari del porto di Lido, si realizza anche la fortificazione del litorale di Sant’Erasmo.
E’ questo il caso della Torre Massimiliana, costruita dagli austriaci, tra il 1843 e il 1844.
Oggi Sant’Erasmo è una grande isola a carattere agricolo, nota soprattutto per prelibatezze come le “castraure”, cioè i primi boccioli prodotti ogni anno dalla pianta del carciofo, che sono potati per incrementare la produttività della pianta, oppure primizie di vario genere, fino alla produzione del mosto (bellissima la festa, con regata, ai primi di ottobre) e vino che il terreno sabbioso e salato, esalta di un gusto del tutto particolare.
In epoca romana, invece era considerata località di villeggiatura dei ricchi altinati, le cronache narrano di bellissime ville con ricchi mosaici, delle quali oggi purtroppo si è persa traccia, ma non ancora la memoria.
Tornando alla nostra torre, essa, come detto, fu completata dagli austriaci,
che occupavano militarmente e politicamente il Lombardo-Veneto, nell’anno 1844; la costruirono sui resti di un precedente forte edificato, questa volta, dai francesi, durante la loro occupazione, tra il 1811 e il 1814.

Isola_di_SantErasmo_-_Torre_Massimiliana La torre Massimiliana a Sant'Erasmo

E’ di forma circolare con una superficie coperta di 600 mq., ha un diametro esterno di circa ml. 28,50 un diametro interno di circa ml. 8,50 e un’altezza sul terrapieno di ml. 11,00, mentre alcune opere accessorie, quali la cisterna, il magazzino delle munizioni e alcune postazioni d’artiglieria sono posti all’esterno entro il canale e i terrapieni perimetrali.
Oltre all’atrio d’ingresso che introduce al chiostro centrale, anch’esso di forma circolare, sono presenti quindici celle divise su due piani di circa 40 mq. l’una, con un percorso di accesso passante.
Essa prende il nome dall’inventore di questo particolare tipo di fortificazione, l’arciduca Massimiliano Giuseppe d’Austria – Este (1782-1863), nato a Milano, terzogenito del governatore della Lombardia e duca di Modena (1803-1806), Arciduca Ferdinando.

massimiliano_giuseppe_daustria Massimiliano Giuseppe d'Austria (1782-1863)

E’ bene chiarire questo passaggio, perché leggenda vuole che in questa torre sia passato un altro arciduca e cioè Massimiliano I, Imperatore del Messico.
Questo Massimiliano, secondo figlio dell’Arciduca Francesco Carlo d’Austria e fratello di Francesco Giuseppe futuro Imperatore d’Austria, nacque a Schönbrunn, il 6 luglio 1832 e morì fucilato in Messico il 19 giugno 1867.
La storia di Massimiliano I, che ebbe effettivamente contatti con Venezia, essendo stato vicerè del Lombardo-Veneto a far tempo dal febbraio 1857, quando succedette al feldmareschiallo Radetzky, è particolarmente interessante e s’intreccia non solo con le tensioni politiche europee del tempo, ma anche con le vicende coloniali delle Americhe, con la guerra di Secessione americana, e con i turbolenti governi rivoluzionari del Messico.
Fu invece, proprio l’ideatore della torre, il Massimiliano “italiano” a ritirarsi nel 1848 tra queste mura, in uno dei massimi momenti di tensione delle guerre risorgimentali italiane.
L’idea della forma circolare della torre deriva dal possibile uso a 360° dell’artiglieria residente nel forte e come conseguenza degli studi promossi dall’Accademia Nobile Militare Estense a Modena.
L’applicazione di tali studi avvenne in funzione del campo trincerato di Linz, e per la costruzione di un altro campo trincerato austriaco a Brescello, sul Po.
Qui furono costruite, tra il 1834 e il 1836, quattro di queste torri, demolite però dopo l’Unità d‘Italia.
L’unico esempio rimasto in Italia di torre massimiliana, è quindi quello veneziano.

torre_massimiliana_pianta Torre Massimilina la pianta.

A lungo abbandonata, il terrapieno utilizzato per il ricovero di galline, conigli o altri animali domestici, la torre è stata magnificamente restaurata a cura del Consorzio Venezia Nuova, nell’ambito dell’Accordo di Programma stipulato tra Comune di Venezia, Regione Veneto e Magistrato alle Acque di Venezia, e ri-consegnata alla città nel 2004.
Si tratta di un recupero rispettoso dell’assetto architettonico secondo quanto rilevato da documenti di archivio, filologicamente moderno, con l’inserimento di strutture totalmente amovibili che ne consentono un uso quotidiano ed espositivo.
In più, la visita consente di godere dall’alto di un magnifico panorama con vista dell’isola stessa e della bocca di porto di S.Nicolò di Lido.
Raggiungere l’isola di Sant’Erasmo non è particolarmente difficile, adeguatamente servita com’è da Actv con la linea 13.
Esiste la possibilità di noleggio di biciclette, per un tour ciclistico dell’isola che è piuttosto estesa, non escludendo la possibilità di una bella passeggiata a piedi, per cogliere ancor di più degli aspetti singolari e particolari presenti.
La vocazione turistica dell’isola si è risvegliata con gli anni e non mancano le possibilità ricettive, anche per la notte o di ristorazione, che sono piuttosto variegate nell’offerta.
La prospettiva del nostro viaggio alla scoperta dei manufatti e delle fortificazioni della Laguna si apre quindi con la visita della torre di Sant’Erasmo, ma come visto nella premessa, esiste la possibilità di estenderla lungo il territorio delle isole e di gronda lagunare, da Mestre alle isole di Mazzorbo, S.Giacomo in Paludo, S.Andrea, Certosa, Lido di Venezia (da S.Nicolò agli Alberoni), Cavallino, Tre Porti e Punta Sabbioni.
Nel caso, il consiglio è di armarsi di pazienza, tempo e di un biglietto a ore Actv.

 

Alessandro Rizzardini (riproduzione riservata ©)

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