
dal 28.05.2011 a 31.10.2011
Villa Pisani - La Nazionale Stra
Dal 28 maggio al 30 settembre dalle 9.00 alle 20.00
Dal 1 al 30 ottobre dalle 9.00 alle 17.00
Chiuso il lunedì
Paesaggi d’acqua. Luci e riflessi nella pittura veneziana dell’Ottocento - Villa Nazionale Pisani, Stra
Il Museo Nazionale di Villa Pisani di Stra (Venezia) ospita dal 28 maggio al 30 ottobre 2011 la mostra Paesaggi d’Acqua. Luci e Riflessi nella Pittura Veneziana dell’Ottocento, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, organizzata da Munus e curata da Myriam Zerbi e Isabella Reale.
Paesaggi d’acqua. Luci e riflessi nella pittura veneta dell’Ottocento è una rassegna dedicata a uno dei più suggestivi temi del paesaggismo, l’acqua, elemento che ha affascinato generazioni di artisti attratti dalle luci mutevoli della laguna e del mare aperto, o dai riflessi e riverberi dei ghiacciai e dei laghi montani.
La mostra si articola in un percorso scandito da circa 70 opere di più di 50 autori, dal primo Ottocento agli anni Venti del Novecento. Segue la scuola veneziana che porta la splendida tradizione del vedutismo, con il suo affascinante patrimonio iconografico, dal Settecento in pieno Ottocento con artisti come Giovanni Borsato, Carlo Grubacs, Friedrich Nerly, Ippolito Caffi. Personaggi che, quasi cent’anni dopo la morte del Canaletto, vivificano gli impianti canalettiani di elementi di modernità, ritaendo Venezia sotto la neve, velata dalle sue nebbie o in suggestivi notturni e popolata di “macchiette” abbigliate secondo il costume ottocentesco.
Il percorso prosegue presentando dipinti che trasformano la veduta in paesaggio visto e studiato en plein air dai pittori della scuola del vero che ha i suoi alfieri in Domenico Bresolin, insegnante all’Accademia veneziana (1864-1894), e nei suoi allievi Guglielmo Ciardi (che ne erediterà la cattedra) e Luigi Nono. Dalle magnificenze della città lo sguardo dei pittori si sposta alla scoperta di una Venezia minore, fatta di rii e canali poco frequentati, ‘squeri’, piccoli cantieri per la riparazione delle imbarcazioni e, con Guglielmo Ciardi, alla contemplazione della laguna.
Voltate le spalle alla città monumentale le isole di Venezia, le sue barene, i suoi silenzi lagunari divengono soggetto prediletto dagli artisti e proprio una delle isole, Burano, viene scelta come rifugio d’arte e di vita da Umberto Moggioli (allievo di Guglielmo Ciardi) e da Gino Rossi (autodidatta), e diventa quello che era stato Pont Aven, la città degli artisti Nabis in Bretagna.

Villa Pisani rappresenta l'apice dell'architettura settecentesca nella quale il fasto del barocco si coniuga all'armonia della classicità al pari delle grandi regge europee come Versailles o Caserta. La costruzione del corpo centrale ebbe inizio nel 1720 su progetto di Gerolamo Frigimelica e su commissione dei nobili Alvise e Almorò Pisani. Alla morte del Frigimelica, il compito di edificare il grandioso complesso fu affidato a Francesco Maria Preti, giovane architetto al quale si deve la veste attuale della villa. All'interno, la maggior parte delle 114 stanze, nelle quali si conserva l'arredamento originario, è riccamente decorata con statue, stucchi ed affreschi commissionati ai grandi maestri dell'epoca come: Fabio Canal, Jacopo Guarana, Jacopo Amigoni, Andrea Urbani, Andrea Brustolon, Andrea Celesti, Gaspare Diziani e molti altri.
Troneggia su tutti il nome di Gian Battista Tiepolo che , nel salone da ballo, tra il 1760 ed il 1762 realizzò, assieme al quadraturista Giovanni Mengozzi Colonna, suo insostituibile collaboratore, uno dei capolavori del Settecento veneziano, la Gloria della Famiglia Pisani. L'immenso parco costituisce un mondo autonomo caratterizzato da gruppi scultorei e numerose, suggestive costruzioni: la caffé-house, l'esedra, la collinetta archeologica, la ghiacciaia, la limonaia e le scuderie che doppiano simmetricamente il corpo centrale.
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