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Evento 

Titolo:
La luce e i suoi percorsi passionali
Quando:
14.06.2012 - 16.06.2012 
Dove:
Fondazione Bevilacqua La Masa - Venezia
Categoria:
Altro

Descrizione

La luce e i suoi percorsi passionali
convegno
14/15/16 giugno 2012
Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia)
call for papers
Gli abstract (non più di 1.000 battute), insieme ad una propria breve biografia, dovranno essere inviati entro sabato 31 marzo 2012 all’attenzione di Eva Ogliotti, all’indirizzo mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Il convegno dell’Università Iuav di Venezia La luce e i suoi percorsi passionali, promosso dall’Unità di Ricerca LISaV, che avverrà il 14/15/16 giugno 2012 nella sede della Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia) fa seguito ai convegni Estetiche del Camouflage, Diafano, I lati del volto e Nerezza del nero, che hanno interrogato il visibile a partire dalle sue condizioni limite.
In che modo la luce, segno per antonomasia di visibilità, può inscriversi coerentemente in una riflessione sulla percezione di configurazioni incerte, problematiche, non stabilizzate? In che modo può essere un operatore di disturbo, invece che di rivelazione? La luce accecante, infatti, non solo è intimidatoria, ma toglie visibilità. Esiste invece una luce narrante che, a fatica, si fa strada nell’ombra, una luce che vagamente brilla attraverso i suoi interstizi, che dissemina macchie luminose e chiare nello spazio della notte votato al nero e che molto ha da dirci sulle passioni, incertezze, avanzamenti e arresti sperimentati nelle sue avventure di percorso. “Ma lo sai che nei grandi spazi interstellari la luce viaggia al buio? – dice Luigi Malerba in Fantasmi romani – Nel vuoto la luce scompare mentre il suo viaggio continua velocissimo. Diventa luce solo quando incontra un corpo solido, un pianeta o un asteroide.”
Dentro il buio, l’individuo illumina la zona che lo interessa. Il buio tuttavia resta legato a ciò che non è ancora svelato e forse non dovrà mai esserlo. Se il buio è infinito, la luce circoscrive, taglia, ritaglia, sfuma, crea percorsi, traiettorie. “Il progresso tecnologico - dice Mauri – ha inventato il giorno artificiale, il giorno infinito. È stata una battaglia lunga contro la tenebra che prima era appena scalfita dalla fiamma del fuoco o dalla luce esigua di una candela, che tremolando rendevano spesso ancora più suggestiva e terribile la tenebra circostante”.
Contro una visione omologante, appiattente e dispotica della luce, il convegno La luce e i suoi percorsi passionali s’interroga sul modo in cui oggi la scienza, l’arte, il cinema, l’architettura e il design, siano tornati a mettere in scena queste origini oscure della luce e come questa si muova ai margini del buio. Se l’illuminazione prodotta dal sole tende a rendere tutto omogeneamente visibile, diversa è la situazione della luce prodotta da una fonte artificiale. Il compito della luce è quello di far emergere dalle tenebre il visibile, attribuendogli valenze diverse. La luce dà voce solo ad alcune parti: evoca, seleziona, configura, dinamizza lo spazio rendendolo eterogeneo, caratterizzato da morfologie talvolta discordi. La luce trova la sua significazione per differenza. Di qui, alcuni interrogativi. Quali altri modelli di propagazione luminosa, oltre quella diretta, per rifrazione, per diffrazione, per riflessione oggi, attraverso l’arte e il design si possono ipotizzare? Nel passaggio della luce da naturale e diffusiva ad artificiale e locale, cosa cambia in relazione all’osservatore/utente? Dal punto di vista estetico? Emotivo? Ergonomico? In che modo la valenza selettiva della luce crea percorsi cognitivi all’interno di allestimenti o opere d’arte? Si può parlare di polisensorialità della luce? Essa è capace oggi di suggestionare altri sensi oltre la vista? In che modo la luce fa sentire l’umidità dell’aria, la freschezza dell’acqua, il tepore della fiamma, il moto del vento? Cos’è la luce nera? Nel complesso dialogo fra luce e ombra, in che modo entrambe sono “solco” e“traccia” l’una dell’altra? In che modo l’arte e il design oggi raggiungono il centro oscuro della luce?
Abbassiamo dunque la luce per parlare di luce. Altrimenti potrebbe accadere che malgrado tutto una splendida luce, un’incandescenza, possa essere portatrice di distruzione. “In questo senso” – come dice Claudio Parmiggiani, “siamo tutti bambini scottati”.
Patrizia Magli

Sede

sede:
Fondazione Bevilacqua La Masa   -   Sito web
Via:
Dorsoduro 2826
Cap:
30123
Città:
Venezia

Descrizione

logo_bevilacqua

La Fondazione Bevilacqua La Masa è nata nel 1898, poco dopo la Biennale di Venezia. Deve il nome alla sua fondatrice Felicita Bevilacqua, vedova del generale La Masa, che lasciò al Comune di Venezia il suo palazzo di famiglia sul Canal Grande, Cà Pesaro, a patto che diventasse un luogo per la cultura artistica cittadina. Su queste premesse nasce la Fondazione Bevilacqua La Masa, che diviene rapidamente il punto di riferimento e il trampolino di lancio per giovanissimi autori tra cui ricordiamo Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi e Arturo Martini.
In seguito la sua sede si è spostata dapprima al Lido, poi a Piazza San Marco dove ha tutt'ora la sua principale sede espositiva. Una seconda sede è Palazzettto Tito, vicino a Campo San Barnaba e nella zona più densamente universitaria della città.
Dal 1999, anno del centenario, gli spazi della Bevilacqua La Masa hanno ospitato esposizioni quali quelle dedicate a Jean-Michel Basquiat, Louise Bourgeois, Joseph Beuys, Milton Glaser, Shirin Neshat, Frida Kahlo, Sonia Delaunay e al critico Giuseppe Marchiori.
Pensata e voluta per dare spazio alle ricerche artistiche giovanili, la Fondazione Bevilacqua La Masa continua la sua missione dopo oltre un secolo di vita. L'ambizione è tenere fede ai principi sulla cui base è nata, favorendo e cogliendo sul nascere i fermenti emergenti.

Galleria di Piazza San Marco
San Marco, 71/c - 30124 Venezia
Tel. +39 041 5237819

La sede principale delle esposizioni della Fondazione è in Piazza S.Marco, sotto i portici delle Procuratie Nuove. Lo spazio si sviluppa su due piani e si presta sia a mostre storiche che a rassegne prettamente contemporanee.

Palazzetto Tito - La sede istituzionale
Dorsoduro, 2826 - 30123 Venezia
Tel. +39 041 5207797/
+39 041 5208879 Fax +39 041 5208955


Gli uffici della Fondazione Bevilacqua La Masa hanno trovato una nuova collocazione nel palazzetto di San Barnaba nel sestiere di Dorsoduro, già dimora degli artisti veneziani Ettore e Luigi Tito che ha disegnato i fregi della facciata.
La sede è collocata nel polo universitario della città, tra l'Accademia di Belle Arti, Ca' Foscari e lo IUAV - Università di Venezia.

Palazzo Carminati
Santa Croce 1882


Dopo il restauro durato tre anni tornano alla Bevilacqua sette studi e due foresterie da adibire a studi e residenze per giovani artisti.

Chiostro di SS. Cosma e Damiano alla Giudecca

Rimangono a disposizione della fondazione gli spazi che erano stati provisoriamente concessi durante il restauro di palazzo Carminati.

 

 

 

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